Programmazione Educativa

Il nido è composto da tre sezioni, una di bimbi piccoli, una di medi e una di bimbi grandi.
Segue tre programmazioni distinte e specifiche in base all’età di sviluppo, e hanno inizio con il mese di ottobre ad inserimento ultimato attraverso uno sfondo integratore comune e che progettano attività di vario genere.
La programmazione educativa garantisce la qualità del nido. Deve essere costruita intorno al bambino, inteso come individuo sociale, competente e protagonista della propria esistenza. Consiste nell’elaborazione degli interventi in funzione alle esigenze di ciascun bambino e nella predisposizione delle condizioni più idonee ad uno sviluppo armonico di tutte le dimensioni della personalità, dall’intelligenza all’affettività, dalla socializzazione alla motricità.
Nel nido la programmazione non può essere assolutamente rigida né procedere per schemi, ma deve essere improntata ad una notevole elasticità, sia perché ogni bambino presenta un ritmo di sviluppo che può essere diverso da quello di altri, sia perché in ogni bambino possono insorgere bisogni imprevisti cui è necessario, di volta in volta, adattare il programma al bambino e non viceversa.

Le principali fasi della programmazione sono:

L’osservazione del bambino: permette di raccogliere informazioni utili sul bambino e di determinare quali sono i suoi bisogni, le sue aspettative, le sua ansie, il suo modo di relazionarsi al mondo ed alle persone. Tutto ciò permette di individuare percorsi di attività centrati sul singolo e sul gruppo.
Definizione degli obiettivi: gli obiettivi esplicitano i percorsi individuali, centrati sul bambino e finalizzati alla conquista dell’autonomia personale, alla conoscenza del proprio corpo, a favorire la coordinazione senso motoria, a conoscere l’ambiente intorno a sé, ad affinare le capacità grafiche, costruttive e manipolative ed a contribuire alla socializzazione.
Elaborazione delle attività e dei progetti da proporre: l’elaborazione delle attività e dei progetti aiutano il bambino a vivere la routine al nido e ad acquisire le prime conoscenze dell’ambiente intorno sé.
Verifica dei risultati: ha come fine primario quello di accertare il raggiungimento degli obiettivi formativi prefissati, verificando la validità e la pertinenza dei tempi, degli spazi e delle procedure utilizzate, oppure ricercare le cause del loro mancato conseguimento.

La programmazione si articola in:

1. ATTIVITA’ STRUTTURATE
2. PROGETTI CONSOLIDATI, PROPOSTI OGNI ANNO
3. PROGETTI SPECIFICI CON VALENZA SULL’ANNO EDUCATIVO IN CUI VENGONO PROPOSTI

1. ATTIVITA’ STRUTTURATE

MANIPOLAZIONE: Il bimbo usa liberamente le mani e il corpo per imparare a conoscere se stesso e sperimentare i vari materiali. Le attività vengono svolte a tavolino in piccoli gruppi (max 7). Il bambino impara anche ad aspettare il proprio turno e a guardare cosa fanno i compagni seduti accanto a lui e l’educatrice che “guida” il lavoro.

Dai 3 agli 11 mesi, l’attività di manipolazione sarà centrata sul cibo: frutta e verdura cotta e/o frullata. Gli obiettivi generali saranno quelli di entrare a stretto contatto con il cibo prendendo in considerazione i vari stadi di svezzamento.

Dai 12 ai 20 mesi, l’attività di manipolazione proseguirà con: frutta, verdura, pastasciutta, pasta di zucchero, pasta di cacao, polenta, budino. Gli obiettivi generali saranno quelli di consolidare il rapporto già sperimentato in precedenza con il cibo, non solo attraverso la manipolazione ma anche attraverso i sensi, soprattutto quello del gusto (dolce, salato, amaro…), del tatto (morbido, duro, appiccicoso…) e dell’olfatto (profumo, cattivo odore, odore dolce…). Tutto ciò stimolando continuamente la curiosità dei bambini che assaggeranno i prodotti e svilupperanno una manipolazione di tipo grossolana.

Dai 20 ai 36 mesi i bambini inizieranno a sviluppare una manipolazione di tipo più fine stimolati da attività quali: fare il pane, la pizza, i biscotti, una torta ecc. Giocheranno anche con materiali come Das, pongo e pasta colorata, abituati ormai a distinguere ciò che può essere manipolato e assaggiato e cosa solo toccato con mano, imparando anche a fare formine, tagliare con coltellini di plastica, bucare con forchettine e schiacciare o pressare con i rulli il composto messo a loro disposizione. Saranno previsti anche travasi con farina di polenta.

LETTURA E DRAMMATIZZAZIONE: attraverso l’ascolto, la partecipazione, il bambino viene stimolato per sviluppare la capacità comunicativa.

Dai 3 agli 11 mesi ai bimbi verranno proposti libri tattili con cui instaurare un primo approccio, con figure grandi e semplici. I libretti potranno essere “assaggiati” in quanto fatti di stoffa e lavabili. Non mancheranno le filastrocche.

Dai 12 ai 20 mesi i bambini imparano ad ascoltare e a godere di piccole filastrocche ripetute dalle educatrici. Imitano i movimenti fatti durante la loro narrazione e azzardano qualche vocalizzo che ne richiami le parole e la melodia.
Per la “lettura”, invece, verranno proposti libri tattili cartonati e/o sonori, con figure chiare, semplici e grandi facilmente riconoscibili e memorizzabili (es. libri sugli animali e i loro versi).
Le educatrici proporranno ai piccoli storie con l’uso di un teatrino e delle marionette.

Dai 20 ai 36 mesi i bambini saranno in grado di ripetere a memoria una piccola filastrocca o poesia (per il Natale, la Pasqua, la festa della mamma e del papà).
I momenti di “lettura” saranno molto più frequenti e le storie proposte riguarderanno non solo la natura (fiori, piante, animali…), ma la famiglia (mamma e papà) e la routine (il nido, gli amici, le educatrici). Alla fine di ogni percorso riguardante la lettura di una storia, verrà realizzato un libretto per ogni bambino da tenere e conservare a casa.
Quello del teatrino, sarà un momento da condividere anche con i bimbi più piccoli.

ATTIVITA’ GRAFICO – PITTORICA: il bambino utilizzando materiali e tecniche diverse acquisisce dimestichezza coi colori.

Dai 3 agli 11 mesi i piccoli, dotati solo di pannolino e lasciati vagare per la stanza sopra a cartelloni distesi sul pavimento e “sporcati” con colori alimentari (frullati di frutta e verdura), con i loro movimenti lasceranno traccia del loro passaggio e sperimenteranno per la prima volta la pittura.

Dai 12 ai 20 mesi “l’arte della pittura” verrà sperimentata prevalentemente a mani nude e col corpo (colori alimentari, tempere). Il disegno sarà inteso come libero su fogli, cartelloni e tavoli. Solo in un secondo momento i bambini utilizzeranno materiali come spugne, tappi di sughero e pennelli. Verso la fine dell’anno scolastico verrà introdotto l’uso del pennarello.

Dai 20 ai 36 mesi pennelli, spugnette, rulli (per le tempere), pennarelli, matite colorate e cere, saranno all’ordine del giorno. Disegni liberi e guidati dalle educatrici verranno realizzati in grande quantità dai bambini.
L’uso di colla (per collage) e delle forbici verrà inserito in un secondo momento.

GIOCHI DI MOVIMENTO: il bambino sperimenta il suo corpo attraverso il movimento da solo e/o in gruppo.

Dai 3 agli 11 mesi, aiutati dall’arredamento delle stanze della sezione (tappetoni, palestrine, sbarre a muro), i bimbi impareranno a muoversi gattonando e cercando anche di sorreggersi affrontando i primi passi.

Dai 12 ai 20 mesi ai bambini vengono proposti momenti di svago motorio tra tappetoni, cubi, cilindri, parallelepipedi, cuscini morbidi di ogni genere. Le educatrici si limiteranno ad osservare i giochi messi in atto spontaneamente dai bambini che interagiranno fra loro in piccoli gruppi (max 7). Impareranno a muoversi (correndo, saltando, rotolando, accucciandosi…) seguendo il ritmo di canzoni animate scelte dall’educatrice di riferimento (girotondi, imitazione di animali…).

Dai 20 ai 36 mesi i bimbi non solo potranno sentirsi liberi di giocare in assoluta autonomia nella stanza della motricità, ma anche svolgere percorsi proposti dalle educatrici, giocare in gruppo a palla seduti a terra o in piedi, apprendere giochi che sviluppino in loro il senso dello spazio e delle direzioni (vicino, lontano, su, giù, alto, basso…).

MUSICA: il bambino ascolta, canta e riproduce suoni attraverso l’uso della voce, del proprio corpo e con l’ausilio di strumenti musicali anche creati da lui stesso, acquisendo senso ritmico e melodico.

Dai 3 agli 11 mesi avremo le prime canzoncine che richiamano le lallazioni dei bambini e l’ascolto di musica soft come rituale all’addormentamento e al relax.

Dai 12 ai 20 mesi i bimbi sperimenteranno, assieme agli amici e alle educatrici, modi diversi di approccio alla musica attraverso materiale audiovisivo, progetti musicali di intersezione e non, promossi nella seconda metà dell’anno scolastico e utilizzando gli strumenti musicali messi a loro disposizione dal nido.

Dai 20 ai 36 mesi la musica sarà presente in modo più frequente e in determinati momenti della giornata al nido: una dolce canzone in un momento di relax, durante l’attività motoria, durante il racconto di una storia, ecc. Una volta imparate le canzoni del nido, i bambini avranno la possibilità di creare un cd con le canzoncine cantate da loro da portare ed ascoltare a casa assieme a mamma e papà.
Costruiranno strumenti musicali con materiale povero come rotoli di cartone, pasta cruda, mollette, ecc. Parteciperanno a progetti di intersezione e non.